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Lupi di Mare

Un vero capitano deve fare la differenza!

Sai che differenza c’è tra natanti e imbarcazioni?

In effetti i natanti e le imbarcazioni sono due categorie distinte di unità da diporto e il criterio che li contraddistingue è la propria lunghezza fuoritutto. I natanti sono le unità a remi e le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 3 mt. e i mt. 10 (a vela e a motore) misurata secondo gli standard armonizzati. Sono definite imbarcazioni, invece, le unità con scafo di lunghezza superiore a mt. 10 e fino a mt. 24, misurata secondo gli standard armonizzati. Oltre i 24 mt. le unità da diporto sono le navi.

Le regole per diventare un vero capitano (di primo pelo)!

I numeri sono in continuo aumento, superano 900.000 i mezzi di navigazione privata a cui possiamo aggiungere altre migliaia di mezzi di navigazione pubblica e di trasporto passeggeri, che incrociano i nostri mari ed i nostri laghi oltre tre milioni i praticanti di un’attività che definiamo da diportista, per semplicità.

Ma quali sono le 10 principali regole che un diportista deve conoscere?

  1. La legge non impone la patente nautica sotto i 40 CV. Questo non significa che si possa navigare, anche con una barchetta e motore minimo, a ridotta distanza dalla costa e con tempo buono, senza conoscere alcuna regola.
  2. E’ quasi inevitabile che quello che una volta si definiva “capofamiglia” assuma le funzioni di comandante.
  3. Manutenzione e corretto uso del motore sono le principali forme di cautela: l’affidabilità del mezzo, in mare, è essenziale, soprattutto quando ci si assume la responsabilità di trasportare bambini, anziani e non nuotatori.
  4. Rispetto della natura – Il rispetto della natura non dovrebbe neppure comparire nell’elenco: il diportista va alla ricerca del bello e del mare pulito.
  5. Educazione e buon senso – Non ancorare troppo vicino ad altre barche, non infastidire i vicini con motore acceso, schiamazzi, radio, ecc.
  6. Brusche accelerazioni e decelerazioni volontarie non sono mai una buona idea: cadute di passeggeri, inondazioni (acqua da poppa nel caso di brusche fermate), sollecitazioni anomale del motore.
  7. Limiti di velocità, boe e gavitelli vari – I limiti di velocità in porti e canali sono generalmente messi a ragion veduta dalle capitanerie di porto, (reti, scogli, ecc.) e la cosa più intelligente da fare è non accostarsi troppo, aumentare la sorveglianza visiva e ridurre la velocità. Una boa che si deve assolutamente riconoscere è quella segnasub: 50, o meglio 100 metri, di rispetto!
  8. Onde di scia – Raramente fa piacere, a chi sta in una barca che si lascia andare alla deriva o è all’ancora, che un’altra barca gli si avvicini troppo.
  9. Limiti inferiori di navigazione – Mantenersi ad almeno 500 metri dalle coste frequentate dai bagnanti ed evitare di atterrarvi. Per il mancato rispetto delle distanze minime dalla costa, in caso di pattugliamento, ci si può rovinare una vacanza.
  10. Limiti superiori di navigazione – Più o meno tutti sanno quanto, con un certo mezzo e con certe dotazioni di sicurezza, è loro permesso allontanarsi dalla costa.

 

 

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